Mal di terra
Adoro
la frutta del mio fruttivendolo. Oggi però c’era un frutto strano. Era grosso e
brutto. Bianco col capo brillante e unto. Di fianco ad un fascio di cardi, esso
si appoggiava su dei fianchi un po’ flosci, ammuffiti. Che strano, pensavo. Il
mio fruttivendolo è così bravo... Intanto, il frutto iniziò ad avanzare tra le
scatole, strisciava e saltava, dai fagioli alle carote, dai finocchi ai
peperoni, dalle pere ai meloni, sporcandoli un po’ tutti, che peccato! Dalle
fessure, trasudava il succo appiccicoso, lo perdeva, mentre l’aria fermentata
fuoriusciva lentamente, fischiettava. Ripeteva un suo verso in continuazione,
ma forse quello non era un verso. Perché il frutto gridava. Urlava. Grugniva.
Anzi, tifava. Infatti, sembrava pieno di orgoglio nonostante brontolasse un non
so cosa, che cercava di sputare in tutti modi, concentrandosi e tingendosi, ad
ogni sforzo, di blu la pelle bianca, come volendo spurgare le viscere da un
catarro profondo, finché dalla rabbia non uscì l’odio ed il frutto saltò per aria.
Povero il fango, che lo avvolse, per forza! Il frutto che si avviava allora, rotolando
per terra, ci provò di nuovo. Questa volta riuscì a spurgarsi, a togliersi ciò
che lo ammalava. Gli stranieri tutti, se ne vadano a casa loro!, gridò. E si
fece capire, anche se stonava. Poi, un po’ d’aria passò e magari quel poco di
veleno portò via, ma l’odio invece, ancora non passa. Che sprofondò veloce
nella terra ed ora parecchi frutti scatarrano e si ammuffano a vicenda.
mofred
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grazie 🌹
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